Viaggio di 2 settimane in Norvegia (parte 1)


Viaggi / lunedì, gennaio 15th, 2018
L’itinerario on the road

 

Premessa

La Norvegia è una nazione dal clima tendenzialmente molto rigido quindi se siete dei tipi freddolosi forse è il caso di andare negli unici due mesi in cui si possono incontrare temperature miti stando abbastanza sicuri: Giugno/Luglio. Considerate che il rischio pioggia è sempre dietro l’angolo e, in generale, potrebbero esserci dei forti sbalzi di temperatura tra notte e giorno quindi bisogna comunque portarsi dell’abbigliamento adatto.

Il nostro viaggio è stato concepito come un ON THE ROAD con un itinerario circolare che ci permettesse di vedere sia l’entroterra che la parte costiera dei fiordi. In generale non ci piacciono i tour preconfezionati perché sentiamo l’esigenza di modificare il viaggio a seconda di quello che incrociamo lungo il tragitto.

Con questo tour abbiamo potuto visitare la Norvegia centro-meridionale lasciando magari ad un’altra volta le tappe settentrionali più estreme sia per questioni di tempo (ci sarebbero servite 3 settimane) sia per questioni di periodo stagionale in quanto le tappe settentrionali hanno dei climi decisamente più rigidi oltre al fatto che il mese di Settembre non è il periodo migliore per vedere l’aurora boreale.

Altra premessa molto importante prima di innamorarvi della Norvegia è la questione budget. In Norvegia è tutto molto caro, dagli alberghi ai ristoranti, ai traghetti, ecc. non è sicuramente un viaggio low-budget anche se con oppurtuni accorgimenti si possono risparmiare diverse cifrette. In tal senso vi elencherò alla fine alcuni consigli per risparmiare e godersi comunque una vacanza rilassata.

Se conoscete un pò di Tedesco come me partirete sicuramente avvantaggiati… molte parole norvegesi rimandano all’equivalente della parola in Tedesco ed anche la pronuncia si avvicina molto!

 

1° GIORNO – PARTENZA PER OSLO

Siamo partiti con volo Ryanair da Milano (Bergamo) verso l’aeroporto di Oslo (Torp) con una tratta di circa due ore (17:20 – 19:20). Appena arrivati ci ha subito accolto una pioggia molto fine ma intensa stile Padano, con alcuni gradi di temperatura in meno. Bisogna sapere che a Settembre sarebbe ancora Estate in teoria ma in Norvegia le temperature sono già iniziate a scendere e di parecchio…. Il periodo ideale per visitarla sarebbe Giugno/Luglio.

Per il nostro viaggio ON THE ROAD abbiamo noleggiato un auto comoda da Hertz con ritiro in Aeroporto per le due settimane al costo di circa 450 euro con assicurazione inclusa e chilometraggio illimitato.

Dopo 2 ore di viaggio siamo arrivati al nostro appartamento prenotato tramite il sito Airbnb, nel quartiere Toyen/Grunerlokka di Oslo (vicino al Museo Munch e abbastanza vicino al centro).

La proprietaria ci ha chiesto subito scusa per il tempo via whatsaspp ed, in effetti, ha piovuto anche i giorni seguenti.

Per 3 notti ad Oslo la cifra spesa è stata di 270 euro. L’appartamento era a nostro uso esclusivo e avevamo una comoda cucina attrezzata dove poter preparare i pasti. L’alloggio era arredato con gusto e in perfetto stile nordico. In generale era tutto molto funzionale, in più avevamo un ampio box auto dove abbiamo potuto mettere la macchina. L’unica pecca era il bagno cieco e piccolino!

 

2° GIORNO – OSLO

Pioveva ininterrottamente. Cielo bianco/grigio. Siamo partiti subito per il posto scelto per fare colazione con qualche dolce norvegese: Kaffebrenneriet. L’edificio era un ex caserma dei pompieri riconvertita a bar molto suggestiva e la prova cappuccino è stata ampiamente superata! Ottimo! Infatti da buoni italiani ci siamo complimentati con i due ragazzi al banco. Per i dolci c’era l’imbarazzo della scelta. Io ho optato per uno alle mele ma comunque quello alla crema di mio marito non era da meno. Tutto squisito. Siamo partiti bene!

Nota: abbiamo parcheggiato la macchina nelle vicinanze ma purtroppo ad Oslo tutto il centro è a pagamento (oltre a dover pagare il pedaggio ogni volta che si entra e si esce dal varco della città), non avendo ancora cambiato i nostri euro e non passando il bancomat, una signora ci ha gentilmente offerto la sosta mettendo lei le monete. E poi non dite che sono freddi!!

Il resto della mattinata lo abbiamo passato al Munchmuseet vicino casa. L’edificio era decisamente anni ‘80 stile Gabetti e Isola torinese ma l’allestimento interno era molto colorato. Ci sono molte tele che non avrei mai attribuito a Munch e questo fa capire il percorso che ha fatto l’artista.

Per il pranzo ci siamo fermati a casa dato che eravamo nelle vicinanze e dopo abbiamo provato l’ebrezza di fare la spesa come i norvegesi al supermercato.

Nel pomeriggio abbiamo deciso di fare un giro in centro ad Oslo nei quartieri di Aker Brygge e Tjuvholmen. Mi attirava vedere da subito il lato contemporaneo della città. Il primo quartiere è sorto negli anni ’80 dalla ristrutturazione dei Docks. Adesso è la zona più trendy della città e luogo di ritrovo dei giovani. In un edificio dei docks hanno ricavato un enorme shopping center mentre negli altri ci sono diversi ristorantini e locali. L’altro quartiere, invece, è ancora più recente e ospita diverse architetture in acciaio-vetro contemporanee che si affacciano sul fiordo di Oslo ramificandosi e che trasudano lusso da tutti gli spigoli. E’ un complesso molto elegante con diversi locali di tendenza e tantissime gallerie d’arte. Se siete amanti dei musei, in questa zona c’è l’Astrup Fearnley Museet progettato da Renzo Piano che ospita diverse collezioni d’arte private.

Nel resto del pomeriggio abbiamo fatto un tour in macchina per il quartiere di Holmenkollen, la zona denominata Beverly Hills di Oslo. Il quartiere è situato sulle alture alle spalle del centro e, in teoria, incontrando bel tempo si potrebbe godere di una magnifica vista sulla città. Fiore all’occhiello è il trampolino di lancio per le gare di salto con gli sci che è un po’ il simbolo del quartiere.

In generale in questo secondo giorno ha piovuto tutto il tempo costantemente, ma la cosa più spettrale è stata la luce. C’è poca luce ed il livello né sale né scende, si mantiene più o meno sempre costante quindi è difficile capire a che punto della giornata ci si trova. La temperatura era tutto sommato sopportabile anche se passeggiare tra i quartieri sul fiordo è stata dura per via del vento gelido.

3° GIORNO – OSLO

Questa è stata la tipica giornata da turista in centro. Ci siamo precipitati subito al centro visitatori per cambiare le banconote e prendere dei biglietti per i trasporti (sempre carissimi ovviamente).

La prima tappa del tour è stata l’Opera House, un edificio scultura che crea intorno a sé anche una piazza spettacolare con vista fiordo. Esiste un percorso che permette di salire sul tetto che è perfettamente integrato con il contesto. Io adoro lo studio di architetti che l’ha progettato quindi sono abbastanza di parte. Lungo il parapetto della passeggiata ci siamo divertiti a fare le foto ai gabbiani che si mettevano rigorosamente in posa! Molto molto socievoli! Eh no, neanche i gabbiani sono “freddi” e ostili mi dispiace ….

All’interno dell’edificio invece una fiumana di giapponesi che neanche ai fori imperiali d’estate….

Per il pranzo decidiamo di provare i mitici “polsen” che altro non sono che Hot Dogs americani con unico pregio di essere molto molto economici.

Post-pranzo ci meritiamo una sosta per riscaldarci in un Kaffebrenneriet prima della visita al Museo Nazionale. Fa talmente freddo che fuori alle panchine del bar lasciano gentilmente alla clientela delle copertine per riscaldarsi. Questa catena di bar offre degli ottimi cappuccini e dei dolci squisiti! Da provare assolutamente!

Inizia il tour quadro per quadro della Nasjonalgalleriet dove ci sono i quadri più famosi di Munch, quelli che stavano in qualsiasi libro d’arte delle superiori: l’urlo, la Madonna, la ragazza malata, la pubertà. Anche se poi tutti erano in coda per fare la foto con l’urlo….

Quando guardo i quadri dal vivo non c’è assolutamente confronto con la miniatura stampata che ci propinano nei libri d’arte. L’arte andrebbe insegnata nei musei. Delle volte ho avuto dei veri e propri schock tra quello che mi ero immaginata ed il risultato reale dell’opera di fronte a me. La collezione è magnifica e, se proprio non volete fare il tour musei, questo è l’unico che vale la pena di vedere secondo me. Offre una grandissima panoramica sulla pittura dai pittori rinascimentali del Nord fino al postimpressionismo francese e spagnolo. Una curiosità è che nel museo esiste una stanza dell’artista dove mettono a disposizione fogli, matite e sedie in modo da fare un esercizio di disegno dal vero di una statua. Nel nostro caso c’era una statua di una mamma con bambino e sulle pareti due bacheche ospitavano i disegni dei visitatori che avevano tutti un punto di vista ed uno stile completamente diversi….l’abbiamo trovata una cosa così originale che si è voluto cimentare anche mio marito ingegnere, e ho detto tutto!

All’uscita abbiamo continuato il nostro giro per il centro passando per la sede del Parlamento, l’imponente Municipio ed il Palazzo Reale.

La pioggia ci ha dato tregua ma il solito cielo grigio ghiaccio ha fatto da sfondo tutto il tempo alle nostre fotografie. Forse siamo riusciti ad immedesimarci meglio nel famoso grido di Munch grazie a questo!

4° GIORNO – BYE BYE OSLO

Siamo partiti alla scoperta dei paesaggi della Norvegia continentale, direzione Oppdal (410 km). Per il pranzo decidiamo di fermarci a LILLEHAMMER, una nota località sciistica, e mangiamo in un autogrill all’americana con hamburger e patatine. Lungo il paesaggio notiamo le tipiche case norvegesi rosse con i loro giardini curatissimi, le foreste di betulle così sottili che sfidano la forza di gravità e poi …. l’immancabile cielo apocalittico. I norvegesi sono così organizzati che realizzano anche una mini-casina vicino alla villa unicamente per ospitare i bidoni della spazzatura (differenziata of course!). A Lillehammer visitiamo il Kunstmuseum, dopo aver passeggiato per la via centrale pedonale. Il Museo ha una struttura esterna molto piacevole con giochi d’acqua e un ampliamento dello studio Snohetta (lo stesso dell’Opera House di Oslo) del 2016 con una sala rivestita da  una facciata metallica creata dall’artista norvegese Bård Breivik che rimanda alla rappresentazione scultorea di una stella cadente. Molto suggestivo! All’interno abbiamo avuto modo di vedere dei dipinti degli artisti norvegesi più rappresentativi del XIX e XX secolo: Johan Christian Dahl, Thorvald Erichsen, Edvard Munch e Henrik Ingvar Sorensen.

Continuando il viaggio abbiamo fatto un’altra scoperta sensazionale dal vivo: le tipiche case norvegesi con il tetto giardino. Hanno una tradizione antichissima risalente all’era dei Vichinghi….chissà se il famoso architetto francese Le Corbusier, per inserire il tetto giardino tra i suoi 5 principi dell’Architettura, non abbia preso spunto da queste parti!

Decidiamo di fare una deviazione verso il Rondane Nasjonalparker dove vediamo dei paesaggi fiabeschi inimmaginabili: distese infinite di arbusti bassi multicolori (bianchi, gialli, rosa, rossi, viola, ecc) che nonostante la luce glaciale riverberavano tuttintorno creando un’atmosfera magica.  In effetti la guida me lo aveva segnalato come uno dei parchi più affascinanti del paese. Meriterebbe da solo una escursione di una giornata (possibilmente di sole). Noi siamo arrivati fino all’altopiano del Misusaeret e siamo tornati indietro per raggiungere il camping dove poi abbiamo pernottato: Granmo Camping a Oppdal. Questo camping è davvero pittoresco!

5° GIORNO – VERSO LA COSTA ATLANTICA

Il tragitto prevedeva l’arrivo a KRISTIANSUND, città che sorge su tre isole collegate da ponti e nota per la lavorazione del merluzzo, con una percorrenza di 180 km. Prima di iniziare il viaggio dovevamo connetterci con il resto del mondo quindi ci siamo diretti verso la caffetteria che avevo scelto per la colazione che è un gioiellino di design norvegese e ha una serie di delizie anche per il palato: Bakeriet Spro. Inoltre ne abbiamo approfittato per comprare l’occorrente per il pranzo dato che questo bar ospita una panetteria ed una bottega di prodotti tipici.

La giornata è partita benissimo: colazione da sultani e sole all’orizzonte! Per una volta abbandoniamo il nostro Woolrich e rimaniamo con il maglione. Sulla strada per Kristiansund incontriamo altre tipiche case norvegesi dal tetto verde e rimaniamo incantati dal paesaggio dei fiordi che incomincia ad intravedersi.

Per il pranzo infatti riusciamo a trovare una splendida area di sosta sul fiordo dove abbiamo potuto consumare i nostri panini homemade con formaggio norvegese e composta salata di mirtilli rossi! Gnammy!

Lungo il viaggio ho notato che i norvegesi non hanno persiane e tapparelle in corrispondenza delle finestre, quindi si presentano come delle vetrine dove espongono belle tende, fantastiche lucine con paralumi ma soprattutto orchidee. Ne ho viste a centinaia e così ho deciso di fare una specie di abaco delle finestre norvegesi.

Nel pomeriggio abbiamo fatto un giro nello storico quartiere di Gamle Byen a Kristiansund, il borgo di pescatori. Oggi il quartiere si chiama Tahiti, ospita ancora le vecchie casette tipiche in legno ed il suo fulcro è il Dødeladen Café dove ci siamo fermati a prendere due macchiati ammirando la città che si srotolava tra le varie isolette.

In seguito abbiamo proseguito verso la famosa STRADA ATLANTICA, che è considerata la strada più bella del mondo nonché la più pericolosa. Questo tratto supera diverse isolette con suggestivi ponti esposti alla furia del vento e del mare. Inutile dirvi che qui abbiamo incontrato dei paesaggi unici e faccio veramente fatica a descriverli perché ho paura di non rendere giustizia alla bellezza della natura. Prima di tutto i riflessi dell’oceano e del cielo sono qualcosa di unico, si viene letteralmente rapiti dall’infinito del paesaggio. Poi la bellezza delle rocce, della vegetazione, delle insenature a cui abbiamo deciso di dedicare anche una parte della mattina del giorno seguente. WOW!

La serata non poteva concludersi meglio se non con una magnifica casa dove alloggiare e una perfetta cena norvegese a base di pesce ovviamente. La struttura che abbiamo scelto è la: Sveggvika Guesthouse che si trova ad Averoy e qui potreste tranquillamente passarci una luna di miele perché è il posto più romantico che abbia mai visto. La proprietaria poi è molto gentile e prima della cena ha iniziato a spiegare la storia dell’edificio (un antico deposito del merluzzo appena pescato) facendo gli onori di casa e accogliendoci con grande calore (eh no, ancora una volta, i norvegesi non sono “freddi”).

6° GIORNO – A ZONZO PER LA COSTA ATLANTICA (ALESUND)

Veramente a malincuore abbiamo lasciato la nostra Guesthouse per continuare il viaggio alla scoperta della Norvegia. Credo che un pezzettino di cuore sia ancora rimasto lì. Abbiamo percorso di nuovo con più calma la Strada Atlantica per arrivare a metà giornata alla splendida e pittoresca città di ALESUND dove ci aspettava una famiglia norvegese che ci ha gentilmente offerto una camera all’interno della loro “molto umile” dimora tramite Airbnb.

Per la prima volta abbiamo preso un traghetto (da Molde a Vestnes) e l’esperienza è stata molto suggestiva. Qui ho potuto assaggiare gli Svele Pancakes, il famoso ferry food norvegese. Molto ma mooooolto dolci vi avviso.

Alesund sorge sempre su tre isole come Kristiansund, è una città in gran parte ricostruita per via dell’incendio del 1904 che distrusse totalmente le antiche case in legno. I nuovi edifici sono stati tutti ricostruiti in stile Jugendstil ed in effetti sembra un po’ strano passeggiare per il centro perché c’è una coerenza tra edificio ed edificio a cui di solito non siamo abituati. Siamo lontani però dall’effetto Disneyworld secondo me perché si nota la qualità costruttiva dell’insieme.

Dal belvedere Fjellstua si può godere di una delle più spettacolari viste sulla città e sull’Oceano, qualcosa di indescrivibile ad occhio umano che vi lascio scoprire nelle foto.  Qui ho avuto la splendida idea di prenotare un’altra delle cene tipiche norvegesi sempre a base di pesce. Decisamente la migliore cena che abbiamo consumato in Norvegia! Per prenotare vi rimando al sito del Ristorante Fjellstua.

La giornata si è conclusa a casa di Berit – una villa tipica con gli steccati esterni bianchi e uno stile un pò scandinavo e un pò shabby chic. Il marito ci ha subito accolto con grande affetto e ci ha presentato la stanza ed il bagno a noi dedicati, nonché il resto della casa con la cucina a disposizione. Mi ha colpito la cura nel dettaglio di ogni aspetto della villa, niente era lasciato al caso e sembrava quasi come se dovessimo realizzare un servizio fotografico per una nota rivista di architettura. Il pernottamento per una stanza di questo tipo si aggira sui 70 euro, contro i 130-150 euro di una struttura alberghiera classica.

IL VIAGGIO CONTINUA ….

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