Si fa presto a dire pannolino (ecologico)!


Articoli Baby 0+ / martedì, gennaio 30th, 2018

Con questo articolo volevo mettere un po’ di chiarezza sul vasto mondo dei pannolini, specialmente per chi da per scontato di usare i classici pannolini da supermercato delle marche note e non sa che ci sono alternative più green. Le opzioni possono essere di 3 tipologie: pannolini lavabili , pannolini biodegradabili e pannolini compostabili.
Io sono approdata al mondo dei pannolini lavabili grazie al libro della giornalista Giorgia Cozza “Bebè a costo zero” e successivamente, con il libro specifico sui pannolini lavabili sempre della collana “Il leone verde” della stessa autrice.
Per conoscere le ragioni per cui optare su questo tipo di pannolini vi rimando al capitolo sui pannolini del primo libro ma, sinteticamente, è più che altro un problema etico di impatto ambientale e di salute del bambino. Infatti, per quanto riguarda gli usa e getta in plastica, non è solo un problema di produzione che richiede comunque grandi quantitativi di energia, acqua e prodotti chimici ma soprattutto di smaltimento perché si decompongono in circa 500 anni! L’altra motivazione è quella di ridurre la famosa “dermatite da pannolino” causata proprio dal contatto con il materiale plastico degli usa e getta tradizionali che non lasciano traspirare la pelle, oltre al fatto che possono rilasciare altri composti chimici tossici sia per via cutanea che inalatoria. E’ risaputo anche che gli usa e getta hanno portato all’innalzamento dell’età in cui i bambini lasciano i pannolini in quanto i gel superassorbenti farebbero da anestetico alla sensazione di bagnato e renderebbero più difficile il passaggio al vasino.
Dulcis in fundo, il contatto con materiale plastico è oggetto di recenti studi per quanto riguarda la salute riproduttiva maschile e l’infertilità. Al momento, comunque, non è stato scientificamente provato.

Detto questo le possibili alternative sono:

1) PANNOLINI LAVABILI
Sono pannolini di stoffa che si possono lavare in lavatrice. I vantaggi sono la sostenibilità ambientale ed economica in quanto, nonostante il consumo di energia per i continui lavaggi, è stato dimostrato che impattano meno rispetto agli usa e getta facendo anche risparmiare in termini di soldini. Il maggiore costo iniziale si ammortizza in circa 6/7 mesi (dipende dalle marche di pannolini che si acquistano) e permetterebbero un risparmio di 1000-1500 euro. Per partire bastano dai 15 ai 20 pannolini lavabili per un utilizzo esclusivo ma si potrebbero alternare agli usa e getta compostabili rimanendo su un parco pannolini di 10 pezzi. Il loro utilizzo prevede il lavaggio con detersivi ecobio privi di profumazioni, la sostituzione dell’ammorbidente tradizionale con una soluzione di acido citrico per non limitare l’assorbenza e, in generale, una serie di procedure per lo stoccaggio e l’asciugatura a cui vi rimando al libro suddetto.
Sui pannolini lavabili esiste un universo di tipologie perché rispetto a quelli che utilizzavano le nostre nonne si sono evoluti per andare incontro alle diverse esigenze dei neonati. Alcune marche molto famose sono i Bumgenius, i Rumparooz, i Charlie Banana, i Petit Lulu, gli italiani Pss! e molti altri ancora. Personalmente cercando online ho trovato diversi siti dove li vendono come Ecobaby, Pannolini EcologiciTabata Shopecoalma, ecc.
Per quanto riguarda i prezzi il range è molto vasto perché si possono scegliere pannolini molto economici ma che magari non durano molto nel tempo (il ciclo di due anni per un bambino o anche meno) oppure pannolini decisamente cari ma che si possono riutilizzare per 2/3 bambini. La scelta è anche in base ai materiali in cui sono realizzati quindi se cotone, cotone bio, bambù, ecc.

2) PANNOLINI BIODEGRADABILI
Sono composti da materiali più o meno biodegradabili quindi la loro percentuale di biodegradabilità viene generalmente indicata sulla confezione insieme alle specifiche delle materie prime utilizzate per la loro produzione.
Hanno il vantaggio di ridurre l’impatto ambientale e migliorano magari la situazione per quanto riguarda le irritazioni sulla pelle del bambino ma, purtroppo, in discarica non possono essere smaltiti tra i rifiuti organici proprio perché non biodegradabili al 100%.
Un marchio che ho trovato è “beaming baby”ma in rete se ne trovano tantissimi altri.

3) PANNOLINI COMPOSTABILI
Sono pannolini biodegradabili al 100% secondo la certificazione UNI EN 13432-2002. Questi pannolini sono gli unici che possono essere gettati nella raccolta dell’organico. Consiglio ad ogni modo sempre informarsi presso l’azienda che si occupa dello smaltimento nel proprio Comune per avere la conferma finale. Esattamente come i sacchetti per lo smaltimento dell’organico questi pannolini devono riportare sulla confezione una delle seguenti marchi: Compostabile Chic, Compostable, OK compost,Vincotte, Mater – Bi. Bisogna quindi controllare se il sacchetto riporta alla normativa UNI EN 13432-2002 o diciture similari che dichiarino la conformità a questa specifica norma. Sono comunque pannolini difficili da trovare per ora: dalle mie ricerche posso consigliarvi solo un marchio che è “Naturaè” in cui compare questa dicitura sulla confezione. Un secondo marchio (Nappynat) mi ha recentemente comunicato di avere il certificato di compostabilità al 100% ma di non potermelo girare via mail quindi vi inviterei a controllare sulla confezione in quanto sul loro sito ufficiale per ora non compare. A prezzo pieno questi pannolini vanno dai 35 ai 53 cent al pezzo ma in rete, si sa, si trovano sempre offerte che fanno risparmiare oppure si potrebbe provare la strada dei gruppi di acquisto.

Dalle mie modeste ricerche sull’argomento e alla luce del fatto che non ho esperienza pregressa in quanto sono al mio primo figlio, credo che opterò per i pannolini lavabili taglia unica. Per il primo mese molte persone sconsigliano il loro utilizzo per via della taglia unica che potrebbe risultare troppo larga ma anche per l’impegno in termini di tempo nelle prime settimane in cui magari sarebbe meglio concentrarsi su altro (far partire l’allattamento, capire i ritmi del bambino, ecc. ). Per evitare di dover fare una spesa inutile su pannolini lavabili di taglia extra-small che avrei usato pochissimo, sono giunta alla conclusione di acquistare dei pannolini compostabili di taglia piccola per il primo mese e procedere con l’acquisto progressivo dei lavabili provando due/tre tipologie di marche diverse per poi fare l’ordine più cospicuo in blocco una volta trovata la tipologia ideale di pannolini per la piccola. Spero di avervi chiarito di più le idee sull’argomento e, se avete domande o anche consigli in merito, scrivetemi pure nei commenti! Per approfondimenti e dettagli sugli studi scientifici fatti in materia ci sono diverse fonti che potete trovare nei due libri sopracitati.

N.b. il seguente articolo è a puro scopo informativo di divulgazione e dichiaro di non aver alcun rapporto commerciale con i produttori dei suddetti pannolini

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